San Giuseppe Marello presentato dal Teatro degli Acerbi

La presentazione della commedia del Teatro degli Acerbi "San Giuseppe Marello", avvenne a Asti nella Casa Madre degli Oblati di San Giuseppe il 30 maggio 2011

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Lo stemma della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe - Il suo significato ieri e oggi

Il Consiglio Generale degli Oblati di San Giuseppe nell'agosto 1926 dava le indicazioni per il disegno dello stemma: “Forma a scudo – In alto il nome radioso di Joseph – In basso il mare, segno di grazia e speranza – L’ancora – Il tutto abbracciato da una fascia oro – Contornano lo scudo in basso un nastro recante il motto: Salus nostra in manu tua – Ai fianchi un mazzo di gigli e un manipolo di spighe – In alto la dicitura: Congregatio Oblatorum S. Joseph”.

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La Misericordia in San Giuseppe Marello

La parola-chiave della sua vita 

 Possiamo dire che il Marello incontra il volto della misericordia nella figura materna della Vergine Maria. 

L’incontro con la Misericordia nella vita del S. Marello è stato un fatto storico :”Il papà lo porta al Santuario della Misericordia di Savona”. Infatti dopo questa visita egli chiede al padre Vincenzo  di entrare nel seminario di Asti.

Giuseppe Marello entra in seminario il 9 settembre 1856.

Nell’estate 1862 decide di non ritornare in seminario e intraprende gli studi da geometra.

Si ammala di tifo e mentre prega la Madonna le promette che se guarirà si farà sacerdote.[1]

Il secondo incontro avviene dopo la guarigione della malattia tifoidea e si recherà presso il santuario  per la seconda entrata in seminario. Rientra in seminario  nel febbraio 1864.

Questi sono gli incontri con il volto della Misericordia.

Poi Marello parla espressamente della Misericordia nell’imminente preparazione al sacerdozio  intensifica la preghiera, la confidenza in Dio che è Misericordia  e Provvidenza. (Tesi.p37)

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