13 Novembre: Omelia di Papa Francesco al Giubileo delle persone socialmente escluse

«Per voi […] sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia» (Ml 3,20). Le parole del profeta Malachia, che abbiamo ascoltato nella prima lettura, illuminano la celebrazione di questa giornata giubilare. Si trovano all’ultima pagina dell’ultimo profeta dell’Antico Testamento e sono rivolte a coloro che hanno fiducia nel Signore, che ripongono la loro speranza in lui, scegliendolo come sommo bene della vita e rifiutando di vivere solo per sé e per i propri interessi. Per costoro, poveri di sé ma ricchi di Dio, sorgerà il sole della sua giustizia: essi sono i poveri in spirito, cui Gesù promette il regno dei cieli (cfr Mt 5,3) e che Dio, per bocca del profeta Malachia, chiama «mia proprietà particolare» (Ml 3,17). Il profeta li oppone ai superbi, a coloro che hanno posto nella loro autosufficienza e nei beni del mondo la sicurezza della vita. 

Di fronte a questa pagina finale dell’Antico Testamento, nascono domande che interpellano il senso ultimo della vita: dove cerco io la mia sicurezza? Nel Signore o in altre sicurezze che non piacciono a Dio? Dov’è diretta la mia vita, dove punta il mio cuore? Verso il Signore della vita o verso cose che passano e non saziano?

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I SANTI DI PAPA FRANCESCO: San JAN PAPCZYNSKI

5 giugno 2016   San  JAN PAPCZYNSKI (Stanislao di Gesù Maria), sacerdote, fondatore (Podegrodzie, Polonia, 18.5.1631 – Góra, Polonia, 17.9.1701). Ultimo degli otto figli di Tommaso e di Sofia Tacikowska, al Battesimo si chiamò Giovanni. Studiò dapprima a Leopoli e poi a Rawa Mazowiecka e nel 1654 entrò nel noviziato degli Scolopi a Podoliniec, prendendo il nome di Stanislao di Gesù Maria che conservò fino alla morte.

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I SANTI DI PAPA FRANCESCO: Santa MARIA ELISABETTA HESSELBLAD

5 giugno 2016  Santa MARIA ELISABETTA HESSELBLAD, religiosa, fondatrice (Fåglavik, Svezia, 4.6.1870 – Roma, 24.4.1957),   Nata da famiglia luterana, quinta dei tredici figli di Augusto e di Karin, fin dall’adolescenza comprese la verità della fede cattolica meditando il Vangelo di Giovanni. Rimasta orfana del padre, emigrò negli Stati Uniti in cerca di lavoro per non pesare sulla famiglia. Infermiera all’Ospedale Roosevelt di New York (1888-1904), il contatto con la sofferenza rese la sua anima più delicata e meditativa.

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